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  • francescamister

AUTO-BOICOTTARE UNA DIETA: CREARE COMPORTAMENTI POSITIVI PER SUPERARE SITUAZIONI STRESSANTI

"Ma se dovessi sgarrare che faccio? Ma la pizza del sabato sera e il cornetto della domenica mattina? Ma il giorno libero me lo dà? Ma almeno un po' di zucchero nel caffè?"

Queste frasi pronunciate in prima visita, dopo un'ora e mezza in cui spiego i danni causati dagli zuccheri, dell'importanza di un'alimentazione normacalorica e sulle conseguenze delle diete classiche preconfezionate, mi fanno sempre pensare che la persona che ho di fronte sta scavando un tunnel sotto il proprio percorso di salute, senza averlo ancora nemmeno iniziato.

La parola "sgarrare" poi mi fa fischiate le orecchie e il giorno libero mi fa tristezzissima, perché in un regime alimentare ben fatto ogni giorno è un giorno libero, libero di mangiare quanto si vuole, cose buone e sane. Lo sgarro e il giorno libero lasciamolo alle diete tristi.

Ma quando sento certe domande capisco che in realtà il cliente mi sta dicendo "Ho paura di fallire, ho paura di cambiare e quindi farò di tutto per fallire subito; ti avverto fin da ora che succederà, se non ci provo nemmeno non rimarrò deluso, il fallimento non sarà mai esistito".

Ok, le cose che cambiano fanno paura, prima di tutto a noi stessi. Questo meccanismo può scattare subito o quando la persona, a mano a mano che mangia meglio, sente il cambiamento, sente sgretolarsi i motivi che la tenevano legata ad una realtà che non gradiva, non vede più ostacoli ad essere la persona che ha sempre voluto; e si spaventa.

Alcuni si spaventano, altri sentono l'ebbrezza della libertà. Ma chi si spaventa, inizia a tir fuori ogni genere di azione compensativa per gestire l'ebbrezza della libertà, la paura della libertà. Che può essere il biscotto dopo cena, come faceva da piccola; o il barattolone di cioccolato davanti alla tv. Uscire dalla zona di comfort, quella di azioni negative reiterate nel tempo, è esaltante e pauroso al tempo stesso. Ma più ci si allontana e meno il centro gravitazionale di quella zona, di quel disagio, di quel dispiacere, avrò potere attrattivo nei nostri confronti. In questi casi l'importante è aiutare la persona a ritrovare la motivazione con gentilezza, empatia e talvolta con qualche scossone. Quando reagiamo con un comportamento compensativo ad uno stress (ansia/cibo dolce) il nostro cervello apprende una via di fuga dal dolore. E proverà ad attuare quella strategia per sempre; è una specie di strada che si forma per fuggire al problema.

Imparare a riconoscerla, accettarla e acquisire gli strumenti per gestirla, per costruire nuove vie di fuga dal dispiacere, dai normali stress quotidiani, per alleggerire la tensione, è la chiave per diventare individui nuovi, liberi dai comportamenti alimentari che ci danno disagio.

Imparare comportamenti positivi per creare strade positive, di reazione agli stress.







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